GUARDIAMO DA VICINO I MATERIALI CON IL MICROSCOPIO ELETTRONICO A SCANSIONE
OPEN LAB
Faenza: ISTEC CNR, via Granarolo 64
ore: 18.00-18.30
Molti, nella propria quotidianità, avranno fatto esperienza diretta che una ceramica può essere allo stesso tempo assai dura da scalfire, forte e resistente al caldo! Vi siete mai chiesti il perché? Questi fatti traggono le ragioni più profonde ed affascinanti dalla coesistenza di caratteristiche che sono purtroppo nascoste all’occhio umano. Ma mai dichiararsi sconfitti!
Il microscopio elettronico a scansione ci aiuta e, come una potentissima lente di ingrandimento, getta lo sguardo indagatore nelle viscere della materia, giù giù nel suo profondo, e ne disvela i segreti della “micro-struttura”. La piccola fotografia qui accanto mostra un semplice esempio della struttura intima di una ceramica: anche un occhio non esperto riuscirà a riconoscere tanti minuscoli mattoni, chiamati “grani”, che vanno a costituire lo scheletro interno della stragrande maggioranza delle ceramiche. E’ proprio per la maggior o minor dimensione e/o la differente forma di questi grani che alla fine noi possediamo gli strumenti per costruire ceramiche sempre più dure e forti.
La dimostrazione che l’Istituto di Scienza dei Materiali di Faenza proporrà per la Notte dei Ricercatori – il prossimo 24 settembre – intenderà calare i partecipanti in quel mondo affascinante che è la struttura di una ceramica, aprendo le porte della mente alle ragioni che ne possono giustificare la capacità di resistere a lungo senza “morire”, quando invece altre tipologie di materiali (quali ad esempio una lega metallica) non sono più in grado di resistere altrimenti.
A cura di: F. Monteverde (ISTEC – Resp. Laboratorio Microscopia Elettronica) e L. Silvestroni
Immagine allegata: Micrografia di superfice di frattura di una ceramica (1000 ingrandimenti) ripresa mediante microscopio elettronico a scansione.